Punti chiave
- Il dollaro subisce forti vendite: Il biglietto verde è sceso ai minimi di diverse settimane contro euro e yen dopo le nuove indicazioni della Fed.
- Tagli dei tassi previsti nel 2026: I policymaker della Fed ora prevedono riduzioni dei tassi a partire dal 2026, più tardi rispetto alle attese precedenti.
- Mercati ritarano le aspettative: I trader hanno rapidamente modificato le posizioni, prezzando ora tassi elevati negli USA per un periodo più lungo.
- Euro e yen si rafforzano: L’euro ha superato quota 1,09 e lo yen è salito a 152 per dollaro, segnalando una domanda globale per queste valute.
- Prossima attenzione sulle dichiarazioni Fed: Gli investitori seguiranno attentamente i prossimi interventi della banca centrale per ulteriori chiarimenti.
Introduzione
Il dollaro statunitense è crollato nettamente contro euro e yen giovedì, dopo che la Federal Reserve ha segnalato la possibilità di rimandare i tagli dei tassi d’interesse fino al 2026. Questa svolta, basata su nuove proiezioni economiche, ha cambiato le aspettative degli operatori e rafforzato valute rivali. L’attenzione ora si concentra sui prossimi interventi della Fed per ulteriori orientamenti.
Sviluppi principali nei mercati valutari
Il dollaro ha registrato una marcata flessione contro le principali valute, toccando minimi di diverse settimane rispetto a euro e yen dopo che la Federal Reserve ha fornito una nuova tempistica sui possibili tagli dei tassi. L’indice del dollaro, che misura la valuta rispetto a sei principali, è calato dello 0,7% a 103,25.
L’euro è salito sopra quota 1,09 per la prima volta da inizio aprile, guadagnando quasi lo 0,9% in una sola seduta. Contestualmente, lo yen si è rafforzato fino a 152,40 per dollaro, la miglior performance dalla fine di marzo.
I trader valutari hanno reagito prontamente alle ultime proiezioni della Fed, che indicano un approccio più prudente all’inizio della politica di allentamento. I volumi di scambio sono cresciuti del 20% rispetto alla media mensile, mentre gli operatori hanno ribilanciato le posizioni su diverse coppie di valute.
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Nuove indicazioni della Federal Reserve
I funzionari della Federal Reserve prevedono ora che i primi tagli dei tassi arriveranno nel 2026, molto più tardi rispetto alle attese di fine 2024 o inizio 2025. Il nuovo dot plot emerso dopo il meeting FOMC mostra che la maggior parte dei membri Fed prevede solo due tagli da 25 punti base entro la fine del 2026.
Il presidente Jerome Powell ha dichiarato in conferenza stampa che il Comitato resta fortemente determinato a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Powell ha sottolineato come i dati recenti non abbiano ancora mostrato segnali di progresso duraturo tali da giustificare una riduzione dei tassi.
La Fed ha mantenuto il tasso di riferimento nella forchetta 5,25%-5,50%, stabile da luglio 2023. Gli esponenti della banca centrale hanno anche rivisto al rialzo le stime di crescita economica, pur riconoscendo la persistenza dell’inflazione sopra il target prefissato.
Reazione dei mercati
La volatilità sul mercato valutario è aumentata subito dopo l’annuncio. L’indice VIX delle valute è salito del 12% raggiungendo il massimo da otto settimane. I trader hanno rapidamente chiuso posizioni basate sull’aspettativa di tagli anticipati dei tassi, in particolare sulle coppie dollaro-euro e dollaro-yen.
Sarah Chen, chief currency strategist di Global Market Partners, ha affermato che questo rappresenta una notevole ritaratura per mercati che puntavano su una Fed più accomodante. Il calo del dollaro rispecchia questo processo di aggiustamento, poiché gli operatori recepiscono la nuova tempistica.
Anche i mercati obbligazionari si sono mossi di pari passo con le valute. Il rendimento dei Treasury decennali è sceso di 7 punti base al 4,53%. La curva dei rendimenti si è leggermente inclinata, segnalando come gli investitori stiano rivedendo lo scenario dei tassi nel lungo periodo alla luce della posizione più restrittiva della Fed.
volatilità sul mercato valutario
Contesto finanziario globale
La debolezza del dollaro si inserisce in uno scenario di politiche monetarie divergenti. La Banca Centrale Europea ha recentemente tagliato i tassi per la prima volta in cinque anni, mentre la Bank of Japan continua a suggerire ulteriori strette dopo aver abbandonato i tassi negativi a marzo.
Queste differenze di politica stanno generando nuovi schemi di scambio tra le principali valute. Anche la sterlina britannica si è rafforzata sul dollaro, salendo dello 0,6% a 1,27, nonostante la Bank of England mantenga un approccio cauto sui tagli ai tassi.
Le valute dei mercati emergenti hanno beneficiato della debolezza del dollaro: won sudcoreano, real brasiliano e rand sudafricano hanno guadagnato oltre l’1%. Le economie in via di sviluppo tipicamente traggono vantaggio da un dollaro debole, che riduce la pressione sul loro debito denominato in valuta statunitense.
Cosa osservare per i trader
Diversi dati macroeconomici saranno fondamentali nei prossimi giorni per il mercato valutario. Venerdì, i dati sull’indice di fiducia dei consumatori statunitensi dell’Università del Michigan offriranno spunti sulle aspettative d’inflazione, potenzialmente influenzando le future mosse Fed.
La settimana prossima, i dati PMI dell’Eurozona e i risultati commerciali giapponesi aiuteranno a valutare se il recente rafforzamento delle valute contro il dollaro sia sostenibile. Questi indicatori saranno determinanti per misurare la vitalità economica di queste aree.
Le comunicazioni delle banche centrali resteranno al centro dell’attenzione per i trader. Diversi membri Fed parleranno nei prossimi giorni, potenzialmente chiarendo la loro posizione sulla tempistica allungata dei tagli ai tassi. Anche Christine Lagarde della BCE interverrà davanti alla Commissione economica del Parlamento Europeo lunedì.
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Conclusione
La ritirata del dollaro mostra come le aspettative dei mercati possano cambiare rapidamente quando le banche centrali aggiornano le tempistiche. Questo aumenta la volatilità tra valute forti ed emergenti. I trader affrontano ora un contesto complesso, segnato da politiche divergenti e dalla necessità di monitorare attentamente i prossimi dati economici. Cosa tenere d’occhio: fiducia dei consumatori USA venerdì, seguiti da PMI Eurozona, dati commerciali giapponesi e i prossimi interventi delle banche centrali per ulteriori indicazioni sulla direzione dei mercati.





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